di Franco Torriglia

 

Permettetemi una premessa:

per me Paolo Signorelli è stato, e rimane, qualcuno che ha segnato la mia esistenza; e non parlo a livello puramente politico, ma a livello umano, d'amicizia, di stile di vita.

 

Nel mondo greco e romano il Magister era per l'allievo più importante dei propri genitori, perché il maestro, il mentore  sapeva educare e forgiare il carattere e le idee  là dove, per vari motivi forse di troppo affetto e amore, i genitori naturali non sapevano arrivare. Questo Paolo è stato per me, con in più la componente dell'amicizia, dell'essere quasi un fratello maggiore, una guida in questo mondo di merda fatto di ipocrisia, falsità e opportunismo. 

Da lui ho appreso ad essere un uomo libero, un eretico, a giudicare gli uomini per il loro stile di vita, la coerenza la fedeltà a quando detto e scritto; ad essere  felicemente incazzato con il mondo moderno, ironico con gli altri e se stessi, a sognare dove altri vivono d'incubi.

Della sua amicizia conservo dentro di me momenti indimenticabili, e posso affermare senza falsi pudori che la sua mancanza, il vuoto da lui lasciato, è da me quotidianamente sentito.

 

Per tutto questo, sono fortemente indignato che individui di cui Paolo non aveva nessuna stima politica ( e posso provarlo con suoi scritti)  vogliano oggi appropriarsi delle sue idee, travolgendone il significato, anzi cercando una realizzazione di un progetto politico che per estetica e concezione stessa è l'esatto contrario di quanto da lui propugnato.

Hanno aspettato come sciacalli che a causa prima dell'aggravarsi  delle sue condizioni e poi della sua dipartita non potesse loro rispondere come avrebbe fatto. Non ho voluto finora polemizzare proprio per rispetto a Lui.

 

Ma credo che un chiarimento sia oggi necessario: Paolo era un uomo libero, libero da preconcetti di sorta, allergico alle frasi fatte e retoriche tipiche di certa fascisteria, o ampiente come lui avrebbe detto. Era un'anarca ed un ribelle e nulla è oggi più odioso vedere taluni mettergli etichette ed usare le sue idee.

Queste appartengono alla sua Comunità, a quelle donne e a quegli uomini che seppero stargli accanto nei momenti lieti ed in quegli meno, che impararono da lui a pensare in modo autonomo da ideologie. A questa Comunità Paolo ha lasciato questo messaggio di libertà: " Amici miei, mi rifiuto di andare dietro all'idiozia...non possiamo mollare e dobbiamo andare avanti. Sta a voi prendere in mano la situazione sul piano del fare. Le mie energie vanno esaurendosi. Attendo: In alto i cuori!"

Non facciamolo attendere ....non tradiamo la sua fiducia in noi riposta.